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Google Adwords e corrispondenza esatta: introduzione automatica delle varianti simili

Google Adwords e corrispondenza esatta: introduzione automatica delle varianti simili

Google Adwords è sempre più vicino agli inserzionisti. O meglio, agli utenti.

Recentemente, per l’esattezza il 17 marzo, Google ha annunciato sul blog dedicato ad Adwords una grossa novità dal titolo “Close variants now connects more people with what they’re looking for”. Già questo dice molto: “Le varianti simili mettono ora in maggiore connessione le persone con quello che stanno cercando”. Cosa significa? Scopriamolo insieme.

 

Google Adwords e corrispondenza esatta: com’era prima 

Gli inserzionisti Adwords conoscono bene la funzionalità della corrispondenza esatta, molto usata nel caso in cui si voglia che l’annuncio Adwords venga pubblicato quando l’utente cerca esattamente quella combinazione di parole e quel termine preciso.

La corrispondenza esatta viene utilizzata dagli inserzionisti che hanno ben chiare le query di ricerca del loro target e che vogliono ridurre al minimo la dispersione. Google già da qualche anno sta lavorando per perfezionare la funzione e avvicinarsi sempre più all’intento dell’utente: nel 2012 sono state introdotte le varianti simili per intercettare plurali, errori di digitazione, mentre nel 2014 è stata rimossa la possibilità di escluderle.

 

Google Adwords e corrispondenza esatta: com’è ora 

Il fulcro della novità che andiamo ora a spiegare appoggia il cambiamento di rotta in atto in casa Google, che sempre più si sta staccando dal concetto di “parola chiave” per virare verso quello di “intenzione”. L’utente scrive di fretta o spesso non ha in mente la parola esatta da ricercare: Google arriva in suo aiuto, interpretando la reale richiesta e proponendo risultati interessanti e utili.

Come riesce Google a fare tutto questo? Con anni di lavoro e di analisi e con un continuo raffinamento degli algoritmi. Ma non è ciò che ci interessa ora. Ci interessa invece capire come cambia la funzionalità “corrispondenza esatta”, che ora va a includere non solo su plurali, abbreviazioni, errori, articoli, preposizioni, ma anche ordini diversi di parole.

La questione di partenza è molto semplice: se un utente cerca “scarpe da ballo” e un altro cerca “scarpe ballo”, i due utenti stanno cercando la stessa cosa. Queste varianti sono ora introdotte da Google in modo automatico, senza che l’inserzionista debba aggiungerle manualmente come avveniva prima.

 

Google Adwords e corrispondenza esatta: novità su 3 fronti

La novità di Google Adwords riguardo alla corrispondenza esatta lavora principalmente su 3 fronti:

  • Sostituzione: la keyword “scarpe da ballo” si attiva anche se l’utente cerca “scarpe per ballo”;
  • Rimozione: la keyword “scarpe da ballo” viene attivata anche per la ricerca “scarpe ballo”. Le parole funzionali (preposizioni, congiunzioni, articoli, pronomi) sono le sole a essere ignorate;
  • Aggiunta: la keyword “scarpe ballo” viene attivata anche per la ricerca “scarpe da ballo”.

Preposizioni, avverbi, articoli, congiunzioni sono considerati ininfluenti laddove Google lo ritenga opportuno, ovvero dove non impattano sull’intento della query: invece dire “Cerco volo da Milano” non è lo stesso che dire “Cerco volo per Milano”. Insomma, ci sono casi e casi: e Google è in grado di interpretarli sempre meglio.

Anche la variante dell’ordine delle parole è di estrema importanza: se un annuncio ha come keyword “acquisto casa”, sarà attivato anche se l’utente cerca “casa acquisto”. Ma questo avviene solo se secondo Google e i suoi algoritmi l’intento di ricerca è lo stesso.

 

Corrispondenza esatta: cosa cambia per l’inserzionista 

Se finora era l’inserzionista a dover costruire una propria lista di varianti comprendente diversi ordini di parole, articoli, preposizioni etc, adesso ci pensa direttamente Google: questo rappresenta un notevole risparmio di tempo, ma anche una maggior sicurezza che il nostro annuncio possa essere proposto per varianti cui non avevamo pensato.

Inoltre Google desidera che i suoi advertiser spostino man mano l’ottica verso una ricerca più di intenti che non di parole chiave: un cambiamento strategico, e non solo operativo, che è l’attuale base anche per molte altre attività online, come ad esempio il SEO Copywriting.

 

18 aprile 2017