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Check posizionamento: ha senso soffermarsi sui primi 10 link blu?

Check posizionamento: ha senso soffermarsi sui primi 10 link blu?

Per un’agenzia di comunicazione che offre servizi di posizionamento siti web, risulta spesso molto difficile spiegare al cliente come interpretare i report e i dati di analisi. Questo perché.

  • Le dinamiche SEO sono molto complesse;
  • Le oscillazioni del posizionamento sono frequenti e variabili sulla base di diversi fattori;
  • Ogni tipo di contenuto viene indicizzato in maniera autonoma e settoriale;
  • I motori di ricerca sono in continua evoluzione.

Diventa dunque quasi impossibile ridurre tutto a un report e sempre più difficile far capire al cliente che oramai non ha più senso soffermarsi unicamente sui “primi 10 link blu”. Allo stesso modo, è troppo riduttivo lavorare in funziona del “voglio essere in prima pagina per questa parola chiave”.

La difficoltà è insita anche in noi web agency: i più comuni tool SEO sono progettati in modo molto “scientifico”, e dobbiamo riuscire a ben bilanciare i dati forniti con le evoluzioni del mercato dei motori di ricerca, per non incorrere noi stessi in una “fossilizzazione” e perdere la capacità critica.

Ma se non dobbiamo pesare il nostro operato solamente sui primi 10 link blu, quali altri parametri dobbiamo considerare? E come rendere soddisfatto il cliente?

 

Primi 10 link blu: cosa s’intende

Con “primi 10 link blu” intendiamo i primi 10 risultati che Google, Bing e gli altri motori di ricerca offrono quando digiti una parola chiave. Le impostazioni standard prevedono 10 link organici per pagina, oltre ai vari annunci sponsorizzati sopra, sotto e a destra; per visualizzare l’11 risultato bisogna scorrere a pagina 2, per il 21 a pagina 3 e così via.

 

Posizionamento: quali alternative ai primi 10 link?

Concentriamo ora il discorso sul motore di ricerca più diffuso e utilizzato: Google.

Come ci indicizza Google? Sotto quali contenuti?

  • Link blu: i classici link blu di cui abbiamo parlato sopra;
    Pagine AMP: da qualche mese le pagine AMP stanno guadagnando popolarità tra siti di blogging e news; ne abbiamo parlato nell’articolo “AMP, un aiuto per la SEO?”;
  • Immagini: la scheda “immagini” nei risultati di ricerca di Google è molto utilizzata per le ricerche; per questa ragione quando si caricano le immagini sui social e sui siti web è sempre meglio ottimizzarle con Title, testo alternativo e un nome del file parlante. Che Google ci tenga molto alla scheda “immagini” è facilmente evincibile: di recente ha migliorato la ricerca inserendo in alto parole chiave correlate e ad esempio la possibilità di scegliere il colore del prodotto che stiamo cercando;
  • Video: nella scheda “video” Google mostra i risultati video per quelle determinate parole chiave. Non vengono proposti solo video caricati su youtube, ma anche video presenti su siti aziendali, siti e-commerce, siti di news, con un grande aiuto per la visibilità degli stessi;
  • Maps: dai risultati di ricerca di Google si può approdare direttamente su Google Maps. Questo rivela l’importanza di ottimizzare al massimo la propria azienda presente sulla mappa, con l’uso di parole chiave pertinenti;
  • Shopping: molti utenti che vogliono consultare i prezzi di un prodotto aprono direttamente la scheda “shopping” di Google, una vetrina a pagamento che richiede un’iscrizione a Google Merchant e il collegamento degli account Adwords e Merchant. Google Shopping è molto utilizzato dagli utenti che desiderano avere una panoramica dei prezzi, trovare l’offerta migliore, filtrare per rivenditore etc;
  • Notizie: i siti web con i giusti requisiti possono chiedere di entrare a far parte del circuito Google News, affinché le notizie da loro pubblicate siano visibili e facilmente accessibili agli utenti.

A questa varietà di risultati si aggiunge il dualismo desktop - mobile, perché Google non indicizza desktop e mobile allo stesso modo: su mobile potresti essere in prima pagina per una parola chiave mentre su desktop per la medesima keyword essere in terza pagina.

 

Posizionamento SEO: cosa deve fare l’agenzia

Quando si propone un pacchetto SEO bisognerebbe tenere conto di tutte queste sfaccettature e dei molti modi con cui Google indicizza. È d’obbligo capire cosa il cliente si aspetta e quali sono i suoi obiettivi primari, e dunque andare lì a lavorare: se egli ha un target che naviga principalmente in mobilità, sarà utile impegnarsi per un’ottimizzazione mobile che sia perfetta, e i report relativi alle statistiche lato desktop dovranno avere meno rilevanza. Ugualmente, se un cliente punta molto ai video, prima ancora di concentrarci sui “primi 10 link blu” sarà doveroso controllare la pagina dedicata ai video e vedere se compariamo e con quali parole chiave.

Ci aspettiamo che Google migliorerà sempre di più le statistiche “settoriali” nelle due piattaforme primarie per analisi e posizionamento, ovvero Google Analytics e Google Search Console: vedremo cosa succederà.

 

15 settembre 2017